Benessere ed Energia

Alla fine degli anni ’60, tutte le nazioni industrializzate godevano di un tenore di vita che sarebbe sembrato molto al di là della loro portata solo vent’anni prima. La gente aveva soldi da spendere e li spendeva per comprare case, poi servivano gli elettrodomestici per quelle case, il riscaldamento centralizzato per riscaldarle e l’aria condizionata per raffreddarle.

Tra il 1948 e il 1972, il consumo negli Stati Uniti è triplicato, passando da 5,8 a 16,4 milioni di barili al giorno. Negli stessi anni, la domanda di petrolio nell’Europa occidentale è aumentata di quindici volte, da 970.000 a 14,1 milioni di barili al giorno. In Giappone il consumo è aumentato di 137 volte, passando da 32.000 a 4,4 milioni di barili al giorno.

Il grafico sotto dal Financial Times ci fa riflettere su queste dinamiche in corso.

Food… alcuni numeri su cui riflettere

FAO says that 26% of the world population has not always secure access to food.

815 milioni di persone sono cronicamente sottonutrite. 1.5 miliardi di persone adulte sono in sovrappeso e 500 milioni sono obese.

La malnutrizione colpisce quasi 1 su 4 bambini di età inferiore ai 5 anni; ed è associata alla riduzione delle prestazioni scolastiche e ad un indebolimento dello sviluppo celebrale.

80% dei poveri del mondo vive in zone rurali e vive di agricoltura.

Il 43% del lavoro agricolo è rappresentato dalle donne che hanno un accesso ineguale alla terra, alle tecnologie, ai mercati e alle risorse.

Il 70% dei prelievi di acqua dolce sono utilizzati per i sistemi agricoli e agroalimentari.

2.8 miliardi di persone nel mondo non hanno modo di cucinare in modo giusto.

2.6 miliardi di persone non ha accesso all’elettricità

Un terzo del cibo prodotto diventa spazzatura, 40% in ambito domestico o nel retail. Il 40% prima di arrivare al consumatore.

Il 30% degli stock ittici mondiali sono sovrasfruttati

Grafico e dati da Future Food Institute

Quel problema della densità energetica…

Ad oggi le batterie per quanto spinte tecnologicamente non sono confrontabili con le capacità di stoccaggio energetico di una fonte fossile. Il processo di accumulo energetico della fonte fossile non è stata fatta dall’uomo ma da Madre Natura. Ha impiegato millenni, e anche essa è partita dall’energia rinnovabile del Sole.

L’installazione di capacità di generazione da fonte rinnovabile sia essa solare o dal vento richiede aapacità di generazione da fonte fossile come backup. Questo si traduce anche inmaggiore impiego di materiali e superficie. Le fonti fossili infatti hanno una densità energetica per metro quadro che supera in alcuni casi di anche mille volte quelle del rinnovabile.

Tutti questi costi possono tradursi in un aumento dei prezzi. In Germania si è assistito ad un aumento degli interventi necessari a stabilizzare la rete da circa una decina di inizio duemila a oltre i mille interventi dieci anni dopo. Il costo a dettaglio dell’elettrico è aumentato proprio a causa di queste motivazioni. Secondo Stephen Moore nel suo libro del 2016 Fuelling Freedom riporta che il costo al dettaglio dell’energia elettrica tedesca era pari a circa tre volte quella degli Stati Uniti.  A inizio  2019 l’agenzia Reuters ha riportava che in Germania, i prezzi al dettaglio dell’energia elettrica raggiunsero i massimi storici per le famiglie: il 46% in più in confronto al 2007.

Moore inoltre riporta che in Inghilterra si è assistito negli ultimi anni ad un aumento dei decessi invernali legati al problema di basse temperature e confort energetico.

La giusta transizione energetica

Garantire l’accessoall’energia è un dovere umano

L’Organizzazione delle Nazioni Unite nella risoluzione41/128 del 4 Dicembre 1986 “Dichiarazione del diritto allo sviluppo” stabilisceil diritto allo sviluppo come universale, inalienabile e parte fondamentale deidiritti umani.

Possiamo affermare che l’accesso energetico si lega allo sviluppo democratico. Senza energia c’è solo povertà. L’energia è la base per lo sviluppo della la classe media, senza la quale le democrazie non sono possibili.

Portare la gente in strada a manifestare è bello, ma è incabina elettorale che bisogna convincere. Soprattutto quando alcuni punti delprogramma elettorale toccano il portafoglio. Le ultime elezioni europee hannovisto i verdi crescere in tutte le maggiori economie. La road map climaticadella Commissione europea pubblicata a novembre comprendeva un net zero entroil 2050. Secondo le stime, i cambiamenti richiesti nell’economiarichiederebbero un investimento di € 175 miliardi – € 290 miliardi all’anno in infrastruttureenergetiche.

Ma come stanno andando le cose realmente ? qui il collegamento al link da Econopoly-IlSole24Ore da cui questo post è tratto.

La transizione energetica è necessaria ma ci sono dueproblemi: da un lato la velocità con cui avviene, dall’altro la leadership chela gestisce.

Qualche anno fa Thomas Piketty mostrava cosa è accaduto conl’accumulazione del capitale verso l’alto concludendo: “Sarà la classe media arisentire dei cicli economici, essendo i suoi redditi legati all’economia”. Iricchi sono in una botte di ferro. Dopo anni di delocalizzazioni che hannocolpito soprattutto la classe media dei paesi sviluppati, occorre essere cauti.A rischio la fragilità sociale, sarà una giusta transizione?

Qui sotto una foto di Lo Schiavo ribelle di Michelangelo (Louvre). Lo schiavo con il suo corpo ci mostra la tensione della lotta. Lo sguardo, il suo campo di battaglia tra ambizione e rassegnazione, proiettato verso l’alto, lo spirito già fuori dal corpo legato.