Medioriente & Mediterraneo – un agosto caldo

I seguenti avvenimenti non sono correlati. O forse lo sono.

1 Agosto – Nucleare UAE. Gli Emirati Arabi Uniti avviano le operazioni di partenza della prima unità della sua prima centrale nucleare. La centrale nucleare di Barakah ad Abu Dhabi, è stata costruita dalla Korea Electric Power Corporation (KEPCO). Si tratta della prima centrale nucleare in Medioriente. Il sovrano di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid al-Maktoum, su Twitter lo ha definito “il primo reattore nucleare pacifico nel mondo arabo”.

Da ricordare che a fine luglio è stata avviata la prima storica missione degli Emirati Arabi Uniti su Marte. La sonda Hope è stata lanciata su un razzo H2-A dallo spazioporto di Tanegashima in Giappone. Ha davanti a se da percorrere 500 milioni di km. L’arrivo è previsto nel febbraio 2021 e coinciderà con il 50° anniversario della formazione degli Emirati Arabi Uniti.

4 Agosto – Maxi esplosione al porto di Beirut. Tra le ipotesi più accreditate un incendio in un deposito dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Il nitrato d’ammonio era stipato in sacchi alla rinfusa scarsamente protetto.

10 Agosto – Libano. Dopo l’esplosione Il governo libanese si dimette in seguito alla rabbia crescente del popolo. Oltre alle centinaia di morti e dispersi, L’enorme esplosione ha danneggiato edifici in un raggio di diversi chilometri. Più di 200.000 persone senza casa o che vivono in case senza finestre o porte. Si stimano danni oltre i 3 miliardi di dollari e perdite economiche collettive 15 miliardi di dollari. Il paese era già in recessione economica con le famiglie spinte nella povertà e nella fame.

12 Agosto – Navi francesi verso il Mediterraneo orientale. Il presidente Emmanuel Macron ha ordinato alle forze francesi nel Mediterraneo orientale di fornire assistenza militare alla Grecia. Il dispiegamento temporaneo in Grecia includerà la fregata La Fayette, che ha già condotto un’esercitazione congiunta con la Marina greca, la portaelicotteri d’assalto anfibio Tonnerre e due caccia a reazione Rafale che erano stati schierati a Cipro. Le relazioni tra Macron ed Erdogan si sono logorate negli ultimi anni, in particolare dopo che una forza navale turca al largo della Libia a giugno si è avvicinata ad attaccare una fregata francese che imponeva un embargo sulle armi delle Nazioni Unite.

13 AgostoAccordo commerciale UAE – Israele. Il patto sarà chiamato accordo di Abramo, dal nome della figura biblica indicata come il padre del giudaismo, del cristianesimo e dell’Islam. Israele ha relazioni con l’Egitto e la Giordania, ma gli Emirati Arabi Uniti sono il primo stato arabo del Golfo ad annunciare un legame formale. Negli ultimi anni, l’inimicizia condivisa con l’Iran hanno avvicinato i due stati.

17 Agosto Libia – Turchia Qatar e Germania. I ministri della difesa della Turchia e del Qatar hanno discusso della cooperazione con il governo libico riconosciuto a livello internazionale, mentre il ministro degli esteri tedesco ha avvertito di “calma ingannevole”. Il ministro tedesco ha incontrato la sua controparte libica ma non le delegazioni turca o qatarina, ha affermato che il processo avviato a Berlino è il quadro necessario per la risoluzione del conflitto.

19 Agosto – Colpo di stato in Mali. I militari in Mali hanno condotto con successo un colpo di stato e dichiarato l’inizio di un regime militare di transizione “che porti a elezioni generali credibil”. I soldati hanno sequestrato diversi leader politici, tra cui il presidente Ibrahim Boubacar Keïta, che ha sciolto il governo e si è dimesso in un discorso televisivo. La Francia ha mantenuto una forte presenza militare in Mali attraverso l’operazione “Barkhane”. L’obiettivo di Barkhane era quello di contrastare l’estremismo jihadista in crescita nella regione.

20 Agosto – Visita del primo ministro iracheno in USA. L’amministrazione Trump sta sollecitando l’Iraq per collegare la sua rete elettrica con l’Arabia Saudita e altri stati del Golfo, tra le misure per ridurre la dipendenza di lunga data di Baghdad dall’energia iraniana, hanno detto funzionari statunitensi e arabi. Stati Uniti e Iraq hanno annunciato accordi sul gas naturale e tecnologie energetiche dal valore potenziale di 8 miliardi di dollari.

20 Agosto – Iran presenta i suoi nuovi missili. Durante la Giornata nazionale dell’industria della difesa in Iran, sono stati presentati due nuovi missili. In onore del generale iraniano Qassem Soleimani e del leader della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis, uccisi a Baghdad (Iraq) in un attacco statunitense lo scorso gennaio. Possono raggiungere rispettivamente 1400 e 1000 km.

21 Agosto – Scoperta gas della Turchia. Il presidente Erdogan ha annunciato la più grande scoperta di gas naturale mai trovata dalla Turchia nel Mar Nero, una scoperta che, secondo lui, aprirà la strada all’indipendenza energetica del paese.

La Turchia ha scoperto la sua più grande riserva di gas naturale nella storia turca nel Mar Nero”, ha detto Erdogan. “Il Signore ha aperto la porta a una ricchezza senza precedenti per noi.”

Russia-Turchia: nuovo scenario di scontro?

Le tensioni Russia Turchia apparentemente si spostano ora in un nuovo scenario teatro di scontri: Libia.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal alcuni funzionari libici avrebbero identificato nei paramilitari russi del gruppo Wagner, una società collegata al Cremlino, per il quasi continuo bombardamento di Tripoli. Affermano inoltre che a maggio il governo russo sempre attraverso il gruppo Wagner, abbia espanso il suo supporto militare per le operazioni di Haftar. Mosca nega. In una dichiarazione al Wall Street Journal, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: “Non abbiamo alcuna informazione sul gruppo che citate o sulle sue attività in Libia, nonché in altri paesi”.

La Turchia ha quindi appesantito il suo sostegno al governo di Tripoli. Le truppe governative che utilizzano unità di difesa aerea fornite dalla Turchia oltre ai droni e al supporto dell’intelligence dell’esercito turco hanno respinto l’avanzata di Haftar riprendendo il controllo di una base aerea fondamentale secondo il governo libico.

La Turchia ha l’obiettivo di proteggere i propri interessi commerciali in Libia e di ostacolare le potenze rivali nel Mediterraneo orientale. Si tratta dei giacimenti di gas del Mediterraneo orientale. Sotto la mappa proposta a inizio 2020 per la cooperazione Libico-Turca di una zona economica esclusiva tra i due Paesi.

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Petrolio. Russia e Turchia in Siria

Il mancato accordo del prezzo di marzo tra Russia e Sauditi ha avuto ripercussioni sull’industria petrolifera americana. Apparentemente i Russi non avrebbero avuto motivi per far saltare quel meccanismo stabilizzante del prezzo che era in corso tra sauditi americani e russi. Sul fronte geopolitico il loro impegno in Siria ha avuto successo.

Da fine 2015 hanno guadagnato basi navali e l’accesso allo spazio aereo siriano. Hanno supportato Assad che dal 2016 al 2018 ha guadagnato terreno e restato al potere. La Russia quindi ha guadagnato da un lato l’accesso al Mediterraneo orientale (leggasi partita gas) e dall’altro lo spazio aereo siriano. A fine febbraio 2020 poco prima del meeting Opec+ la Russia viene accusata da Ankara di essere coinvolta in un air strike siriano contro le truppe turche. A queste accuse i russi hanno risposto lamentando che in realtà è stata Ankara ad aver schierato senza aver “citofonato” la loro posizione. Tensione che sale, non si raggiungeva tale livello da quando un jet da combattimento russo vicino al Confine siriano nel 2015 fu abbattuto dai turchi…

Ad inizio marzo 2020 Erdogan era a Mosca per incontrare Putin. Tre giorni prima che i Russi incontrassero i sauditi per parlare del prezzo del petrolio. Sauditi e turchi non vanno molto d’accordo nonostante siano entrambi sunniti ma la Russia dialoga con entrambi.

Leggio qui l’analisi completa su StartMag

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Med… guardare ad Est quando si parla di Ovest

dal Wall Street journal:

<<Gas da Israele in Egitto. La notizia giunge dopo anni di incertezze sul fatto che il progetto potesse sopravvivere a una serie di sfide politiche, di sicurezza e burocratiche.

Un accordo stimato di circa 20 miliardi di dollari siglato tra le compagnie israeliane, statunitensi ed egiziane circa due anni fa tra Noble Energy e Delek Drilling , fornirà 85 miliardi di metri cubi di gas naturale per 15 anni dai campi israeliani di Tamar e Leviathan alla Egypt’s Dolphinus Holdings>>.

Un accordo puramente commerciale anziché tra governi: così Egitto e Giordania descrivono gli accordi sul gas con Israele, minimizzando qualsiasi elemento politico. Anche se sono le uniche due nazioni arabe a firmare un accordo di pace con Israele.

Non solo gas. La nuova base

L’Egitto ha inaugurato la base militare di Berenice sul Mar Rosso, descritta dal Daily News Egypt come la più grande nel Mar Rosso, la più grande base navale in Medio Oriente e Nord Africa e la seconda nel suo genere in Egitto.

La base si trova sulla costa del Mar Rosso vicino ai confini meridionali dell’Egitto, ad est di Assuan. Durante l’inaugurazione tra le varie personalità hanno partecipato il principe ereditario di Abu Dhabi Mohamed bin Zayed, il presidente armeno Armen Sarkissian, il vice ministro della difesa saudita Khalid bin Salman, il primo ministro della Bulgaria Boyko Borissov.

Di fronte a Berenice, dall’altro lato del Mar Rosso c’è Yanbu centro di raffinazione dell’Arabia Saudita. A Yanbu arriva anche l’oleodotto che collega la costa del Golfo Persico al Mar Rosso, ideato anche per ridurre i rischi in caso di tensioni nel Golfo Persico (Iran).

La storia che ritorna?

Berenice I, è stata una regina macedone antica, consorte del faraone Tolomeo, primo re dell’Egitto tolemaico. Prima di sposare Tolomeo era stata sposa di Filippo, ufficiale dell’esercito macedone dal quale ebbe tre figli. Tra i figli di Berenice si annovera Magas, futuro re di Cirene.

Oggi c’è chi immagina nuovi re in Cirenaica…

Andate e moltiplicatevi. Per due

Cari lettori di neON e-non,

Record di emigrazioni per l’Italia. Secondo un recente articolo del Financial Times gli italiani emigrano sempre più mentre le nascite hanno raggiunto nel 2018 il livello più basso degli ultimi cento anni.

La scarsa crescita demografica aggiunge altra carne al fuoco ai problemi di crescita e debito. La popolazione si è ridotta di 90.000 abitanti nel 2018, il quarto anno consecutivo di declino, raggiungendo (stimati) 60,4 milioni. Le nascite sono scese a 449.000, circa 128.000 in meno rispetto al 2008.

Nel 2018 circa 160.000 italiani si sono trasferiti all’estero, il numero più alto dal 1981 e in crescita del  3% se comparato con il precedente anno.

Quasi il 23 % della popolazione ha più di 65 anni. Il livello più alto mai registrato. Il secondo più alto del mondo dopo il Giappone.

Sono numeri che si commentano da soli.

 

Mediterraneo

Adesso attraversiamo il Mediterraneo. Ci troviamo in un altro Paese, anche loro hanno un problema con le nascite.

Gli egiziani preferiscono le famiglie numerose, ma questo ormai sta diventando economicamente impossibile non solo per le stesse famiglie ma per lo stesso paese. Per controllare il numero delle nascite in qualche modo, il governo ha lanciato il programma “Two Are Enough” (“due sono abbastanza”). Ogni 15 secondi c’è una nascita in Egitto, 2,5 milioni di bambini ogni anno.

La forte natalità in Egitto pone dei problemi di carattere sociale, basti pensare agli impatti sulle scuole e istruzione, sulla sanità, sull’ accesso all’acqua e al cibo. A dicembre la popolazione egiziana ha raggiunto 98 milioni come dichiarato dall’assistente del ministro della solidarietà sociale al Financial Times.

Secondo quanto riportato dal giornale inglese, il governo egiziano considera il forte aumento della popolazione, tra le più grandi minacce che affliggono il paese insieme al terrorismo.

Il programma di pianificazione familiare prevede campagne pubblicitarie, televisive, supporto di visite a domicilio di assistenti sociali. Ma anche una forte cooperazione con cliniche sul territorio per la distribuzione di contraccettivi. Il governo avrebbe deciso di fermare i sussidi alle famiglie povere oltre il secondo figlio.

Sussidi

Restiamo sul tema sussidi e torniamo in Europa. Questa volta ad Est: alcuni paesi hanno offerto incentivi per aumentare il tasso di natalità.

In Polonia, vengono riconosciuti 500 zloty (1 zloty è pari a circa 0.23 euro) che corrispondono a circa un terzo del salario minimo netto, per ogni secondo figlio e successivi.

Anche altri paesi dell’Europa dell’est hanno offerto incentivi per aumentare il tasso di natalità.

Ungheria, Slovenia, Croazia, Slovacchia e Serbia, hanno alcuni dei più bassi tassi di fertilità del mondo. Oltre a questo anche loro sono colpiti da fuga di cervelli che vanno ad ovest alla ricerca di salari più alti più. Dagli ultimi dati ONU quasi tutti i paesi con la contrazione più rapida di popolazione sono in Europa orientale. Ad esempio l’Ungheria è proiettata a ridursi in termini di popolazione del 15% entro il 2050, da 9,7 milioni del 2017 a circa 8,3 milioni.

Ha fatto discutere l’ultima riforma approvata dal parlamento a lo scorso dicembre 2018. La legge detta anche la “legge sugli schiavi” che permette ai datori di lavoro di richiedere fino a 400 ore di straordinario, praticamente un giorno lavorativo supplementare per settimana.

Sul tema delle ore lavorate e della produttività ne avevamo parlato su neON qui.

Si parlava di Germania. La riduzione delle ore lavorate era un trend in corso in tutto il mondo come dicevamo. Qui il problema era l’opposto, l’abbassamento delle ore lavorate era legato ad un allargamento della fascia di lavoratori. In Ungheria è il contrario, le ore lavorate aumentano perché la gente diminuisce.

La Germania, ha anche avuto un gran supporto dall’immigrazione. Ma questa è un’altra storia.

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