
Il primo salto importante nella (pre) storia dell’umanità riguarda i nostri antenati che si differenziarono dalle scimmie quando divennero bipedi. Questo permise loro di utilizzare le mani e quindi di fabbricare o adottare utensili: nasce la tecnologia. Ma oltre a questo, l’andatura bipede secondo D.E. Lieberman (professore di human evolutionary biology ad Harvard) rendeva disponibile una maggiore quantità di energia di quella a quattro zampe: esperimenti condotti con scimpanzé dotati di maschere ad ossigeno su tapis roulant, hanno mostrato un consumo energetico 4 volte superiori a quelli umani. In media uno scimpanzé passa la metà del proprio tempo (dall’alba al tramonto) a masticare. I primi uomini si nutrivano di cibi crudi questo richiedeva una maggiore masticazione e quindi energia.
La scoperta del fuoco e della cottura ha rappresentato un altro punto fondamentale: Prometeo.
Secondo Lieberman le pance e i cervelli rappresentano circa il 15% del consumo metabolico del corpo e consumano la stessa energia per unità di massa. In tutti i mammiferi con massa corporea paragonabile a quella dell’uomo notiamo che questi hanno un cervello con massa pari ad un quinto mentre l’intestino è due volte più grande.
Sembrerebbe che i nostri antenati attraverso la cottura del cibo riuscirono a liberare tanta energia da essere così utilizzabile dai nostri cervelli per crescere. E i cervelli crebbero. Le prime tracce del fuoco si trovano circa 800 mila anni fa, ma bisogna arrivare a circa 400 mila anni fa per ritrovare costantemente tracce di falò e ossa bruciate a testimoniare lo sviluppo della cucina. Il cibo cotto ha un maggiore apporto energetico rispetto al crudo, riduce il rischio di infezioni in più il calore del fuoco garantiva un maggiore benessere e soprattutto sicurezza. Frumento riso e patate che avevano bisogno di cottura iniziarono ad essere accessibili.
Si gettano così le basi per un ulteriore grande passaggio per l’umanità: l’agricoltura, siamo nel Paleolitico poco dopo dieci mila anni fa. Questo passaggio avrà profonde ripercussioni sulla struttura stessa della società.
Servono braccia, il muscolo è l’unico mezzo per convertire cibo in energia, in questa transizione dall’uomo cacciatore ad agricoltore, la conquista di altri umani diventa un’alternativa conveniente a quella che era prima solo conquista della natura.