Microsoft e quella storia dell’energia …

Qualche giorno fa Microsoft aveva dichiarato che sarebbe diventato “carbon negative” entro il 2030 compensando entro il 2050 tutte le emissioni di carbonio che ha prodotto dal 1975 (anno della sua fondazione).

Aveva anche dichiarato che entro il 2025 il 100% della sua energia verrebbe da fonti rinnovabili, compresa tutta l’elettricità consumata dai suoi data center, edifici e campus.

A distanza di pochi giorni tuttavia come riportato dal Wall Street Journal,  si apprende che in realtà per alimentare il suo campus aziendale a Fargo in Nord Dakota Microsoft ha dovuto affidarsi all’energia generata di diesel generator

Sebbene per poche ore, Il gigante del software ha dovuto avviare questi generatori per illuminare e riscaldare i circa 1.600 dipendenti. Nell’area intorno a Fargo infatti circa 100 grandi aziende in coordinamento con la cooperativa elettrica locale, spesso accade quando ci trova davanti a picchi di domanda o criticità. Le compagnie ricevono uno sconto significativo sulle sue tariffe elettriche in cambio dell’utilizzo della potenza di backup di cui dispongono (i generatori diesel nel caso di Microsoft) alcune volte all’anno.

È vero: cinque ore di generazione via diesel per 1600 persone è “poca roba” se confrontato con gli ambiziosi obiettivi climatici di Microsoft. Ma il punto è chiaro: le aziende devono affrontare una, a dir poco monumentale sfida, per rispettare le loro promesse sul clima. Sopratutto se fanno affidamento ad altre aziende che forniscono loro di energia…

Intanto il Chief Environmental Officer di Microsoft, ha dichiarato di essere sicuro che la società possa raggiungere i suoi obiettivi.

Microsoft è presente nella città di Fargo dal 2001 e si è molto ampliata negli anni. Il suo campus a sud del centro riceve energia dalla Cooper County Electric Cooperative, che a sua volta è alimentata dalla Minnkota Power Cooperative.

Minnkota genera due terzi della sua elettricità da due grandi impianti a carbone. Minnkota inoltre starebbe prendendo in considerazione un investimento di $ 1 miliardo per catturare le emissioni di carbonio nella sua più grande centrale a carbone e iniettarle sottoterra, un’idea resa più fattibile a seguito di un nuovo credito d’imposta federale.

Alphabet raggiunge i 13 zeri. Ma la notizia è un’altra…

Aphabet è diventata la quarta Big Tech a raggiungere una capitalizzazione di mercato di un trilione di dollari. Apple fu la prima a raggiungere il traguardo, nel 2018. Poi Amazon, che però è tornata sotto la soglia dei 13 zeri e infine Microsoft hanno superato la soglia.

Ma la notizia della settimana è un’altra: il prezzo delle azioni in rialzo di Tesla …

Tesla sarebbe in trattativa con Glencore per rafforzarsi sulla supply chain della batteria: serve cobalto per il suo nuovo stabilimento a Shanghai. L’impianto di Shangai che produrrà il modello 3 del mercato di massa, inizialmente utilizzerà batterie del produttore coreano LG Chem.

Anche la Volkswagen si muove nella stessa direzione: starebbe per acquistare una partecipazione nella società cinese di batterie Guoxuan. La casa automobilistica tedesca, che ha già una partnership strategica con la più grande compagnia di batterie cinese Contemporary Amperex Technology (CATL), è in trattative avanzate per acquistare fino a un quinto di Guoxuan, secondo il Financial Times.

Il gruppo FCA non resta a guardare. All’ orizzonte e il produttore taiwanese di microprocessori Hon Hai Precision – gruppo Foxconn.

Il contratto non è stato ancora firmato, ma le due parti sono intenzionate a concludere al più presto le trattative, che sono in corso da 7 o 8 mesi, prima dell’accordo fra FCA e Psa.

Foxconn dipende da Apple per quasi il 50% dei suoi ricavi e cerca di diversificare in un segmento che potrebbe vedere una forte espansione.

carbon “negative” … Microsoft

Microsoft ha dichiarato che diventerà “carbon negative” entro il 2030 e compenserà (entro il 2050) tutte le emissioni di carbonio che ha prodotto dal 1975, anno della sua fondazione .

Inoltre lancerà un fondo per l’innovazione da 1 miliardo di dollari per affrontare la crisi climatica focalizzandosi su nuove tecnologie per la riduzione, rimozione e stoccaggio della CO2.

Microsoft ha dichiarato che entro il 2025 il 100% della sua energia verrebbe da fonti rinnovabili, compresa tutta l’elettricità consumata dai suoi data center, edifici e campus.

Ma quanta energia consumano ad esempio i dati che usiamo e generiamo? Se, ad esempio, consideriamo lo streaming video scopriamo che rappresenta la più grande fetta del traffico internet a livello globale. Alcuni studiosi dell’Università di Bristol hanno stimato che in termini di consumo energetico, lo streaming di un video può essere paragonato a 2-3 vecchie lampadine a bulbo… ne abbiamo parlato qui

Quanta energia consumano?

Eric Schmidt, ex CEO di Google, avrebbe affermato: “There were 5 Exabytes of information created between the dawn of civilization through 2003, but that much information is now created every 2 days”.

Quanta energia consumano tutti questi dati? Se, ad esempio, consideriamo lo streaming video scopriamo che rappresenta la più grande fetta del traffico internet a livello globale. Alcuni studiosi dell’Università di Bristol hanno stimato che in termini di consumo energetico, lo streaming di un video può essere paragonato a 2-3 vecchie lampadine a bulbo.

Vale la pena spendere qualche parola anche per i data center. Spesso collocati in grandi edifici che ospitano computer che archiviano, elaborano e distribuiscono il traffico Internet tra cui i giganti tecnologici come Netflix, Facebook e YouTube. Tutto ciò ha un impatto tutt’altro che immateriale. Un recente articolo della CNN ha stimato che per la Cina il contributo di CO2 (associata all’energia assorbita dai data center) è equivalente alle emissioni di 21 milioni di auto. In Cina, è giusto ricordarlo, pesa molto la forte generazione di energia elettrica da centrali a carbone. Un controsenso se pensiamo al processo di digitalizzazione di un mondo proiettato al futuro ma che in alcuni casi è ancora così legato al passato.