Le seguenti informazioni sono recuperate dal Rapporto OASI 2019 Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano a cura di CERGAS – Bocconi.
Il Paese che in assoluto registra il più basso livello di dotazione infrastrutturale è l’India, dove in media è disponibile meno di un posto letto per servizi ospedalieri ogni 1.000 abitanti (0,5). Tra i rimanenti paesi BRIC, il Brasile si avvicina al livello minimo dei Paesi OECD, con una media di 2,3 PL ogni 1.000 abitanti (ultimo dato relativo al 2012) e la Cina raggiunge i 4,3 PL ogni 1.000 abitanti. Osservando la ripartizione dei posti letto ospedalieri tra acuti e long-term care, si nota un’ampia disomogeneità, con livelli di PL per lungo degenza (esclusa la riabilitazione) che variano da 1,96 PL ogni 1.000 abitanti in Repubblica Ceca e 1,22 in Ungheria fino a valori prossimi allo zero in Polonia e Danimarca. In Italia in media si registrano 0,14 PL per cure di lungo degenza (esclusa la riabilitazione) ogni 1.000 abitanti, in lieve ma costante calo a partire dal 2010.
Anche il personale infermieristico svolge un ruolo primario nell’assicurare l’assistenza sanitaria. L’indicatore «nurse density» include il numero (per 1.000 abitanti) di infermieri certificati o registrati che praticano la professione nell’ambito dei servizi sanitari pubblici. Nell’ultimo anno a disposizione, la Norvegia conta la più alta densità di infermieri per popolazione residente, 17,5 ogni 1.000 abitanti; seguono Svizzera (17,0) e Finlandia (14,3). La Grecia, la Polonia e la Spagna registrano il numero più basso di infermieri (rispettivamente 3,3, 5,2 e 5,5 ogni 1.000 abitanti) tra i Paesi europei. L’Italia si colloca appena sopra, con un numero di infermieri pari a 5,6 per 1.000 abitanti
Infine condividiamo l’età dei medici…
