Energia … da cacciatore a raccoglitore

Le prime tracce del fuoco si trovano circa 800 mila anni fa, ma bisogna arrivare a circa 400 mila anni fa per ritrovare costantemente tracce di falò e ossa bruciate a testimoniare lo sviluppo della cucina. Frumento riso e patate che avevano bisogno di cottura iniziarono ad essere accessibili si gettarono le basi per un ulteriore grande passaggio per l’umanità: l’agricoltura. Siamo nel Paleolitico poco dopo dieci mila anni fa. Questo passaggio avrà profonde ripercussioni sulla struttura stessa della società. Un tipico cacciatore del neolitico procurava alla sua famiglia circa 6000 calorie al giorno mentre un agricoltore riusciva a procurarne circa 13000, praticamente poteva permettersi una famiglia più numerosa…

Servivano braccia, il muscolo è l’unico mezzo per convertire cibo in energia, in questa transizione dall’uomo cacciatore ad agricoltore, la conquista di altri umani diventò un’alternativa conveniente a quella che era prima solo conquista della natura. 

E così fino al 1700 in sostanza tutto rimane più o meno uguale. Quello che mancava in sostanza era la conversione dell’energia: era possibile l’utilizzo dell’energia del vento per navigare o azionare un mulino ma non era possibile riscaldare acqua o fondere il ferro con la stessa fonte. Certo gli uomini e gli animali erano capaci di trasformare l’energia del cibo in lavoro: il muscolo era l’unico convertitore.

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