Le scorte di petrolio del regno unito saranno dimezzate in caso di hard brexit

Il Regno Unito ha deciso che le scorte petrolifere di emergenza saranno più che dimezzate in caso di uscita senza accordo dall’UE, riducendo la riserva di riserve strategiche disponibili in caso di grave interruzione dell’offerta globale.

I livelli previsti dall’UE non verranno più richiesti dal governo inglese in caso di hard Brexit, mantenendo così riserve molto più basse stipulate dall’Agenzia internazionale dell’energia IEA. Questo quanto affermato dal dipartimento dell’energia del Regno Unito.

Il Dipartimento per le strategie aziendali, energetiche e industriali ha dichiarato al Financial Times che le norme dell’UE impongono a ciascuno stato membro di mantenere come riserva 61 giorni di consumo, che per il Regno Unito equivale a 11 milioni di tonnellate o circa 85 milioni di barili. Secondo le regole dell’IEA, che si basano sulle importazioni nette, il governo ha affermato che il livello delle scorte in riserva scenderà a 4,5 milioni di tonnellate o 35 milioni di barili.

La IEA è stata costituita dopo le crisi petrolifere del 1973/74 con obiettivo principale la sicurezza energetica.

Il programma (iniziale) contenuto nel trattato governativo dell’IEA aveva come obiettivo verso i paesi membri di:

  • mantenere riserve di petrolio di emergenza equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette di petrolio;
  • fornire programmi di misure di contenimento della domanda per ridurre il consumo nazionale di petrolio;
  • partecipare all’assegnazione delle quantità di petrolio tra i paesi IEA in caso di grave interruzione della fornitura.

Una scelta critica considerando le crescenti tensioni nello stretto di Hormutz. Inoltre il tema sicurezza energetica, questa volta in termini di stabilità ha colpito anche la rete: il blackout elettrico della scorsa settimana che ha colpito quasi 1 milione di case in Inghilterra e il sistema di trasporto.

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