La giusta transizione energetica

Garantire l’accessoall’energia è un dovere umano

L’Organizzazione delle Nazioni Unite nella risoluzione41/128 del 4 Dicembre 1986 “Dichiarazione del diritto allo sviluppo” stabilisceil diritto allo sviluppo come universale, inalienabile e parte fondamentale deidiritti umani.

Possiamo affermare che l’accesso energetico si lega allo sviluppo democratico. Senza energia c’è solo povertà. L’energia è la base per lo sviluppo della la classe media, senza la quale le democrazie non sono possibili.

Portare la gente in strada a manifestare è bello, ma è incabina elettorale che bisogna convincere. Soprattutto quando alcuni punti delprogramma elettorale toccano il portafoglio. Le ultime elezioni europee hannovisto i verdi crescere in tutte le maggiori economie. La road map climaticadella Commissione europea pubblicata a novembre comprendeva un net zero entroil 2050. Secondo le stime, i cambiamenti richiesti nell’economiarichiederebbero un investimento di € 175 miliardi – € 290 miliardi all’anno in infrastruttureenergetiche.

Ma come stanno andando le cose realmente ? qui il collegamento al link da Econopoly-IlSole24Ore da cui questo post è tratto.

La transizione energetica è necessaria ma ci sono dueproblemi: da un lato la velocità con cui avviene, dall’altro la leadership chela gestisce.

Qualche anno fa Thomas Piketty mostrava cosa è accaduto conl’accumulazione del capitale verso l’alto concludendo: “Sarà la classe media arisentire dei cicli economici, essendo i suoi redditi legati all’economia”. Iricchi sono in una botte di ferro. Dopo anni di delocalizzazioni che hannocolpito soprattutto la classe media dei paesi sviluppati, occorre essere cauti.A rischio la fragilità sociale, sarà una giusta transizione?

Qui sotto una foto di Lo Schiavo ribelle di Michelangelo (Louvre). Lo schiavo con il suo corpo ci mostra la tensione della lotta. Lo sguardo, il suo campo di battaglia tra ambizione e rassegnazione, proiettato verso l’alto, lo spirito già fuori dal corpo legato.

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